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OPERAE by Gianni Lucchesi

 - Gabriella Ruggieri & partners

OPERAE di Gianni Lucchesi (Cortile d’Onore, Università degli Studi di Milano)

Una torre di 12 cubi in cemento, alta 12 metri e, sulla sommità, una scultura di un uomo che guarda l’orizzonte: una metafora del desiderio umano di creazione

- Plastico omaggio al rapporto tra l’uomo e il ‘costruire’, OPERAE di Gianni Lucchesi

– elaborata in collaborazione con Carlo Alberto Arzelà, Sandra Bozzarelli, Julia Caracciolo e lo studio Hangar 

– è un’installazione alta 12 metri e costituita da 12 cubi di cemento che generano una torre, sulla cui sommità è collocata la scultura a grandezza naturale di un uomo seduto.

 

 - Gabriella Ruggieri & partners

L’uomo ha lo sguardo verso l’orizzonte, come ad accogliere, in sintonia con la natura, tutti gli stimoli offerti dall’ambiente circostante.

La torre che lo sostiene ha valore simbolico: rappresenta il nostro istinto volto a creare nel segno dell’armonia.

Seguendo i numeri di Fibonacci (la sezione aurea) i cubi subiscono una lieve rotazione in prossimità della sequenza 1, 1, 2, 3, 5 (la cui somma è 12, come i metri di altezza dell’opera).

La sequenza non parte dalla base, ma dal blocco su cui è seduto l’uomo: infatti, a livello metaforico, ciò che è costruito viene sostenuto dall’idea dell’uomo e non, fisicamente, dalla gravità che lo mantiene ancorato al terreno.

 

 - Gabriella Ruggieri & partners

C’è bisogno di una rivoluzione dello spirito per cambiare e migliorare il nostro futuro”, ha dichiarato l’artista. “Arte, architettura e design possono assumere un ruolo fondamentale, creando nuove visioni”.

Lucchesi ha sviluppato con Giannini & Santoni le soluzioni costruttive e le finiture estetiche delle superfici dei cubi. L’artista ha modellato a spatola e patinato la scultura in resina con l’azienda Poliart.

Il brand Filotto ha realizzato l’illuminazione dell’opera, mentre lo studio Ingegneria e dintorni ne ha progettato la statica.

Giordano Bruno: su tutta la lunghezza della colonna sono impressi in oro i sigilli ermetici di Giordano Bruno, in una intensità decrescente dall'alto verso il basso. Mediante uno sforzo immaginativo, esprimono le forme della natura per mezzo dell'intuito, capace di rendere in comunione la nostra vera essenza con l'universo infinito. (Interni magazine)

Visitate la Gallery (ph. Vaifro Minoretti per 1blog4u)