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NINO CHIRCO - intervista

 - Gabriella Ruggieri & partners
Un caffè con Nino Chirco, produttore cinematografico e musicale indipendente, che ha prodotto il film BRICIOLE SUL MARE con la regia di Walter Nestola, attualmente in corsa per la candidatura al David di Donatello. Come nasce il nostro incontro con lui? Casualmente. Ci ha contattato perchè colpito dal nostro lavoro sui Social e voleva capire se era possibile un'eventuale collaborazione. Da lì è scaturita quest'intervista che vuole essere il racconto di un sogno ed il percorso che ha portato alla realizzazione dello stesso. Due cose, a pelle (come si suol dire) ci hanno colpito di Chirco. Il sorriso e l'essere “avanti” rispetto alla normalità delle persone.
Il sorriso è quello di una persona che qualunque argomento tu stia trattando con lui, ti comunica “ok ti ascolto e troviamo una soluzione”. Il sorriso di quelle persone che se hai avuto una giornata storta, te la raddrizzano. Si, non solo perchè sono gentili o garbate ma con un sorriso ti trasmettono calma e tranquillità.
Essere “avanti” perchè nel caso qualcuno pensi che una persona classe '44 si senta arrivata e sul viale del “so già tutto, cosa vuoi che t'insegni”, con Nino Chirco si prende una sberla sui denti. Già. E' una persona curiosa, attenta, sempre sul pezzo e di qualsiasi argomento tecnico si possa parlare lui c'è. E se non capisce chiede e non devi spiegargli le cose una seconda volta. Mettiamola così, non ha paura del nuovo. Anche di tutta quella tecnologia che oggi accompagna la nostra quotidianità.
Spero che questa breve intervista possa essere motivo di ispirazione per qualcuno.
 
Quest’intervista viene pubblicata oggi ad un anno dalla scomparsa di Nino Chirco come omaggio ad una persona perbene.
Un sognatore che ha realizzato i suoi obiettivi uno ad uno e che ne aveva sempre di nuovi.
Vi chiederete come mai non è stata pubblicata quando Nino Chirco ce l’ha rilasciata ed il motivo è per assecondare una sua richiesta. Aveva in cantiere un nuovo progetto e voleva che la pubblicassimo in concomitanza con l’inizio lavori, ma... purtroppo ci si è messo di mezzo il destino e quindi la pubblichiamo adesso come commemorazione, dicevo prima, di una persona perbene. Forse a qualcuno questa parola può far sorridere, ma credetemi... essere una persona perbene è l’obiettivo più difficile che un individuo può realizzare nel corso della sua vita. Il più difficile. Lui ci è riuscito. Tutto il resto è contorno.
Un altro motivo è che il prossimo 14 maggio 2019, a Crema, durante il Concorso Nazionale MEMORIA IN CORTO 2019 (dedicato a Nino Chirco) verrà proiettato il suo ultimo corto: "Aggrappati a Me" per la regia di Luca Arcidiacono e con Walter Nestola.
Buona lettura.
Gabriella Ruggieri  per 1blog4u

 - Gabriella Ruggieri & partners
Quale è stato il tuo percorso di studi? Lo hai scelto tu o ti è stato imposto?
Si, è stata una mia scelta sotto tutti i punti di vista.
In casa eravamo in 5 (6, una sorella è deceduta da piccola) e quello di mio padre era l'unico stipendio, quindi non voleva che continuassi gli studi (stiamo parlando delle Scuole Medie), ma farmi lavorare da subito.
Fortunatamente sono stato aiutato da una persona che mi seguiva e aveva capito la mia passione per lo studio, così sono riuscito a proseguire e successivamente ad iscrivermi a ragioneria.
Hai scelto ragioneria per passione o perché hai pensato che fosse uno di quei diplomi che da subito ti potevano dare più chances nel trovare un lavoro?
Passione pura per i numeri.
Da ragazzino, nel tempo libero, andavo in una sartoria per tentare di imparare a cucire. A casa cera una lunga tradizione in tal senso. Mia madre e le mie sorelle erano tutte sarte e quindi si tentava di instradarmi a questa professione, ma… non ne avevo la stoffa. Non faceva per me.
Ho tentato anche d'imparare a fare il falegname, mi piaceva, ma ho capito da subito che non era la mia aspirazione.
Mi sono impegnato tanto negli studi e per non pesare sulla mia famiglia, durante le vacanze, anziché andare al mare, lavoravo in un grosso negozio di tessuti ed accessori, aiutandoli nella contabilità. Quello che guadagnavo lo usavo per vestirmi bene, ci ho sempre tenuto a presentarmi sempre in ordine e per pagarmi gli studi, la mia grande passione.
Subito dopo il diploma cosa hai fatto? Hai trovato subito un lavoro inerente al tuo diploma o ne hai fatti altri prima di trovare quello giusto?
Mio padre era il portinaio nello stabilimento delle Cantine Florio (famose in tutto il mondo per la produzione del vino da dessert Marsala) e quindi avevamo l'abitazione all'interno dell'azienda.
Appena diplomato sono stato assunto in Florio come ragioniere e lì sono rimasto per circa 2 anni.
Passione per lo studio, per i numeri, gavetta per non pesare sui tuoi e subito dopo il diploma, il lavoro in una prestigiosa azienda. Come mai solo per 2 anni? Ti trovavi male?
Si è vero, tanta gavetta, tanto studio e poi impiegato come ragioniere in un'importantissima azienda. Mi ricordo che mi sono diplomato il 23 Luglio 1963 ed il giorno 24 ero già in Florio.
No assolutamente, non mi trovavo male, anzi...
Sono sempre stato trattato benissimo, ma io avevo voglia di viaggiare, di fare nuove esperienze, di vedere cose nuove.
Sono stato la disperazione di mio padre.
Non riusciva a capacitarsi della cosa. Di solito chi andava via era perchè non aveva lavoro e quindi cercava nuove opportunità altrove. Ai tempi avere un “posto fisso” era come vincere una lotteria (ndr: anche adesso!) pertanto non riusciva a capire questo mio desiderio.
Avevo partecipato ad un concorso al Ministero delle Finanze, l'ho vinto e mi hanno trasferito a Crema, dove risiedo tutt'ora. Marsala è sempre nel mio cuore, fa parte di me, della mia vita, la mia anima. Vado spessissimo a Marsala. Il film Briciole sul Mare, ad esempio, è stato girato in parte a Marsala.
Il mio era ed è sempre stato il desiderio di viaggiare, come dicevo prima e vivere nuove esperienze. Non una fuga.
Sei approdato a Crema, hai lavorato per la Pubblica Amministrazione e poi hai deciso di metterti in proprio ed aprire uno studio di commercialisti. Non è una cosa che farebbero in molti, quello di lasciare un lavoro di questo tipo. Com'è nato questo passaggio?
Si, ho lavorato nella Pubblica Amministrazione per 17 anni e poi ho costituito uno studio di commercialisti. Il motivo scatenante è stata la burocrazia. Allora come oggi, non c'era dialogo con il contribuente e quindi decisi di mettermi dall'altra parte della scrivania, dalla parte del cittadino. Mi ero già iscritto all'Albo dei Commercialisti e nel Gennaio del 1983 ho dato le dimissioni ed ho aperto uno studio a Crema. Devo dire che questa scelta mi ha dato delle grossissime soddisfazioni. Potrà sembrare retorico, ma sentirsi utile per qualcosa o qualcuno, ti fa sentire bene. Mai avuto rimpianti in tal senso.
Quest'attività l'hai esercitata fino ad andare in pensione, poi l'hai lasciata in eredità ai tuoi figli. E' stato un passaggio difficile?
No, per niente. A 68 anni ho lasciato l'attività ai miei figli. Uno è proprio commercialista e quindi dopo 10 anni che lavorava con me ho passato il testimone. Sono stato fortunato, non è detto e non c'è scritto da nessuna parte che i tuoi figli debbano necessariamente seguire le tue orme. Nel mio caso, arrivi ad un certo punto, quindi, che devi lasciare le redini, passare il testimone. Devi lasciarli liberi di sbagliare e di gioire dei loro successi.
Che saranno i loro, non i miei.
Sono orgogliosissimo dei miei figli, ripeto, non è detto che tutti seguano le orme del padre o della famiglia, ma soprattutto che portino valore aggiunto, nel mio caso dire che sono stato fortunato è dire poco. Ben inteso, non perché abbiano proseguito nello studio di commercialisti, ma perché sono dei bravi ragazzi.

 - Gabriella Ruggieri & partners
A proposito di redini, so che ami i cavalli, che hai avuto a che fare con i cavalli, vuoi raccontarmi qualcosa di più circa questo argomento?
Ero nel pieno della mia attività di commercialista, nel 1990, ed attraversavo un momento molto brutto e doloroso dal punto di vista personale e privato. Da una parte avevo il lavoro, che mi sorreggeva a dall'altra delle persone amiche che mi sono state vicino. Capendo che stavo attraversando un bruttissimo periodo, un giorno un amico imprenditore, che aveva un allevamento ed anche una scuderia di cavalli, mi convinse ad accompagnarlo ad un'asta. Per farmi uscire, distrarre e vedere anche un ambiente diverso. Lì vidi questo cavallo, si chiamava Humor del Rio e fu un colpo di fulmine.
C'era lì ovviamente anche la proprietaria e decidemmo di comprarlo. Da un figlio, come lo chiamavo io, sono poi diventati nove.
Poi per motivi logistici, perché non riuscivo più a seguirli, la scuderia nel frattempo da Crema si era spostata a Reggio Emilia, con dolore, ho cessato l'attività che comunque è sempre stata un hobby, al quale dedicavo il tempo libero, per distrarmi.
Dicevamo, hai lasciato il timone dello studio di Commercialista ai tuoi figli, ma in tutto questo come s'inserisce il tuo essere un produttore cinematografico e musicale? Non è che uno al mattino si alza e dice: “da oggi sono un produttore...” Come nasce il tutto? Qual è stato il percorso?
Coincidenze. Casualità. C'è chi lo chiama destino…
A volte incontri persone che ti portano solo dissapori, altre volte invece, da un incontro casuale può nascere qualcosa di bello. Di inimmaginabile.
Ero in Sicilia ed un amico Alessandro La Vela, mi ha parlato molto bene di una ragazza, una cantante, chiedendomi se ero disposto ad incontrarla e sentirla. Aveva già partecipato al talent di Gerry Scotti “Io Canto” ed io dissi di si. Il resto è storia, questa cantante si chiama Paola Gruppuso. Ma questo è un esempio per far capire il concetto di casualità.
Quindi sei nato come produttore musicale, il cinema è arrivato in un secondo momento… Com'è nata l'idea del film Briciole sul Mare?
Si esatto, prima è arrivata la musica, anche se spessissimo le cose sono strettamente legate tra di loro. Nel mio caso, come dicevo, ho prodotto il primo cd di Paola Gruppuso che si chiama “Grazie in anticipo”, all'interno c'è la canzone “Il ragazzo che non c'è” scritta da Loriana Lana.
Mi hanno presentato Loriana telefonicamente, poi ho avuto modo d'incontrarla di persona e mi ha coinvolto come editore musicale. Loriana Lana non ha bisogno di presentazioni, ha un Curriculum che merita un inchino, donna Wikipedia… insomma, capire che avevo di fronte un talento musicale non è che abbia richiesto lunghe meditazioni. Ricordo che si trattava di musicare uno spettacolo teatrale tratto da Pirandello, ascoltai le canzoni, una più bella dell'altra e lì è nata la nostra amicizia e collaborazione.
Alla prima dello spettacolo, a Roma, mi furono presentati Guido Cerniglia (doppiatore, attore e sceneggiatore) e Walter Nestola (attore, cantante e regista), persone splendide. Davvero splendide.
Ecco che nasce, quasi in simbiosi con la musica, il discorso cinema.
Partimmo da una canzone “Maledetto treno” (Loriana lana) e decidemmo di trarne un cortometraggio. Con Walter Nestola e Guido Cerniglia che scrisse la sceneggiatura, fu girato in Sicilia e posso dire che questo cortometraggio ci ha datto delle grandi soddisfazioni. (TOLFA Film festival, International Film Festival di Civitavecchia e in anteprima al Denver Sport Yacht Club di Boston).
Un giorno mi sono detto, visto che abbiamo girato un cortometraggio, con risultati discreti, perchè non realizzare un film?
E visto che sono un tipo che se si mette in testa una cosa, fa di tutto per raggiungerla ed arrivare fino in fondo, siamo partiti per questa avventura.
Con un budget abbastanza ridicolo e tra amici e amicizie, siamo riusciti a realizzare il film “Briciole sul Mare”, con la partecipazione di attori professionisti e non. Sono grato a loro tutti perchè hanno partecipato a titolo gratuito, solo con un rimborso spese. Il vero costo del film è stato il montaggio e tutto quello che ci sta dietro, la post produzione. Lo stesso Sergio Friscia, carissimo amico ha partecipato a titolo gratuito, in amicizia.
Ti hanno proposto di produrre un cortometraggio, tu ti sei appassionato all'idea ed i risultati si sono visti. Possiamo dire che dentro di te c'era già la passione per il cinema?
No, sarebbe sbagliato dirlo. É la musica che mi ha portato a scoprire il cinema. Tutto è partito dalla musica. Mi ricordo che quando abbiamo iniziato le riprese del cortometraggio, vedere come una canzone si trasformava in un qualcosa di visibile... le riprese stesse, la trasformazione passo dopo passo... ecco diciamo che in quei momenti è iniziata la passione.
Ritorniamo alla domanda, com'è nato Briciole sul Mare? Immagino che le dinamiche e le difficoltà siano diverse rispetto ad un corto.
Beh, si, assolutamente. Quando mi hanno prospettato il budget mi sono spaventato. Non sono un grande imprenditore, ma, siccome l'idea mi piaceva e caratterialmente mi piace risolvere le problematiche che via via la vita ti può mettere davanti, ho accettato, anche in questo caso, la sfida.
E dopo cosa succede? Una volta che il film è finito, che cosa accade?
Inizia la vera battaglia che vede me da solo. Attori, sceneggiatori, regista e tutto il team hanno finito il loro compito.
Il produttore deve vedere come portare in giro il film, come distribuirlo, promuoverlo. Si inizia ad incontrare decine di distributori. Devi essere pronto a sentirti dire “Nino Chirco chi è”? Nel cast non c'erano nomi altisonanti o famosi (tolti Sergio Friscia e Guido Cerniglia) quindi, molti hanno storto il naso. Altri ti fanno proposte economicamente inaccettabili e quindi mi sono detto “piuttosto lo distribuisco da solo”. Così è stato. Supportato da un legale di Roma, del settore, che mi ha messo in contatto con le sale cinematografiche e da Walter Nestola che oltre che regista è diventato un carissimo amico e si è adoperato in mille modi per la promozione del film.
Quindi questo è l'ingrediente importante affinchè una produzione musicale o cinematografica, abbia successo: la distribuzione. Come siete arrivati ad essere candidati al David di Donatello?
Prima di arrivare al David di Donatello, che senza ombra di dubbio è un traguardo importante, devo dirti che le soddisfazioni che abbiamo ricevuto sono state enormi. Pensa, tutto è partito da Paolo Mieli, al quale (grazie a Walter Nestola) abbiamo fatto recapitare una copia del film, che ha avuto la gentilezza di vedere il film e intervistato su Canale5, l'ha definito “un gioiello della commedia italiana....”
Da lì è partito tutto. Una magia. Una vera magia.
Tutti si sono interessati al film. I cinematografi, Rai3, Rete4, non c'è una trasmissione dove noi non siamo stati invitati. Pensa, alcuni produttori di grosso calibro mi hanno chiesto: “ma Nino quanto hai pagato per ottenere questo”? Nulla, assolutamente nulla.
Paolo Mieli è stato il vostro portafortuna?
Le famose coincidenze, come dicevo prima.
Quando c'è stata la prima a Roma, la Rai mi ha telefonato dicendomi che inviava una troupe per intervistare il pubblico alla fine della proiezione… le riprese sono poi state utilizzate nella trasmissione Cinematografo di Gigi Marzullo quando hanno invitato Walter Nestola e Lorena Noce.
É tutto quest'insieme di cose che hanno portato alla candidatura al David di Donatello.
Qualche aneddoto?
Restando in tema, il più bello è stato quando ho ricevuto la telefonata della segreteria del David. Ho visto il prefisso 06 e non volevo rispondere. Pensavo fosse una delle innumerevoli telefonate di spam telefonico.
Ho risposto per puro caso. Dall'altra parte del filo sento una voce che mi dice: “qui è la segreteria del David di Donatello”… ed io: “no, grazie signorina, ne ho già tante di enciclopedie. Grazie, la saluto”. “No, aspetti, aspetti, lei non è il signor Nino Chirco? Il produttore di Briciole sul Mare? Guardi che il suo film è stato selezionato per il David...” avrà anche pensato, questo è stupido, ed io: “Va bene, mi mandi un e-mail e mi spieghi quello che devo fare”.
Non ti dico quando ho raccontato la cosa alla mia addetta stampa e a Walter Nestola… Stanno ridendo ancora adesso.
Ti ho voluto raccontare quest'aneddoto per farti capire come a volte parti con il voler realizzare un progetto in cui credi, ma non hai la benché minima idea di cosa ti si prospetta davanti, cosa ti riserva il futuro, le dinamiche e le problematiche ad esso collegati. L'unica cosa che sai è che ci credi fermamente e che devi lavorare sodo ed impegnarti e via via che prende forma e si concretizza, ti capitano delle cose che mai, anche nei tuoi sogni più arditi, avresti pensato che si potessero verificare. Che potessero accadere.

 - Gabriella Ruggieri & partners
Durante la prima parte del tuo percorso di vita, non hai mai incontrato qualcuno che ti ha detto ma dove vuoi andare? Chi te lo fa fare? In generale, dico
Perfino a casa, mi vedono talmente impegnato che mi dicono ma chi te lo fa fare?, nel senso che dedichi del tempo ad un progetto, levando spazio alla famiglia. Quando vado a Roma sono sempre in giro e sono loro stessi, ma in senso affettivo, che mi dicono questa frase.
Battute a parte, mi ricordo due episodi, quando ho lasciato il posto fisso alle Cantine Florio, le perplessità di mio padre e quando ho lasciato il posto all’Intendenza di Finanza per aprire il mio studio, la paternale del mio ex capo.
Diciamo che la frase era proprio questa, “ma chi te lo fa fare”, ma... ho risposto in ambedue le situazioni che avevo fiducia nelle mie capacità e nelle mie forze. Se tu sei convinto di quello che vuoi fare, non c’è critica che tenga. Nessuno può demotivarti.
É stato così anche per la seconda parte della tua vita? Per l’esperienza di produttore musicale e cinematografico?
Ride... beh diciamo che in questa fase della mia vita, più che altro ho trovato conferme, gente che mi ha detto: “fai bene! Piuttosto che star seduto in poltrona!”
Quindi in questa fase hai incontrato persone che ti hanno motivato? Possiamo dire così?
Si è esatto, probabilmente perché vedono un uomo di una certa età e quindi non osano. Ride.
Scherzo, naturalmente, in questa mia seconda parte della vita ho avuto la fortuna di incontrare persone giovani, tipo Walter Nestola che è un caro amico e che essendo giovani, ti motivano, ti danno carica. A volte mi dicono “siamo noi che non riusciamo a starti dietro”.
Ci sono state persone che ti hanno ispirato?
Se ti riferisci la lavoro di produttore musicale e cinematografico, no. Come dicevo prima è un’avventura nata quasi per caso e che via via, come tante piccole tessere di un puzzle, messe insieme, hanno formato un bellissimo quadro.
Per quanto riguarda il mio precedente lavoro si, uno è stato il Direttore di Stabilimento della Florio che per certi aspetti mi ha fatto da mentore e poi, quando ormai mi ero trasferito a Crema, un amico commercialista. È stato quest’ultimo che mi ha insegnato moltissime cose e che mi ha spinto ad aprire uno studio, credendo nelle mie potenzialità. Non è che una mattina mi sono alzato e mi sono detto: da domani lascio il posto fisso e apro uno studio e faccio il commercialista. È stata un’idea che pian piano ha preso forma e ciò è potuto accadere perché ho avuto chi mi ha fatto da mentore o mi ha insegnato o ha creduto in me.
E al di fuori della tua cerchia? C’è stato qualcuno che ti ha colpito o ispirato?
Al di fuori assolutamente no. Beh ho ammirato le brave persone tipo Zoff e Scirea, nel calcio, ma non come modello di vita.
Quelle che mi hanno ispirato o insegnato le ho avute vicine. A portata di mano se così si può dire.
Progetti futuri? Escludendo il tour negli USA e la candidatura al David di Donatello? Bolle qualcosa in pentola?
Si, mi piacerebbe girare un film autobiografico (o quasi) non come autocelebrazione, me ne guardo bene, ma perché mi piacerebbe se fosse d’ispirazione per qualcuno. Un po’ come le tue interviste, che raccontano un sogno o un progetto realizzato o un traguardo raggiunto. Da girare a Crema o in Sicilia. Se sono rose fioriranno, ma mi piacerebbe molto farlo, è un po’ che ci penso.
Senza volerlo hai anticipato la domanda finale di tutte le nostre interviste. Se una apersona si presenta da te, vi bevete un caffè e ti dice: "io voglio realizzare questo sogno, che consigli mi dai"? Tu cosa rispondi?
Non fermarsi alla prima stazione. È un modo di dire, ovvio, ma significa che non puoi fermarti al primo ostacolo. Devi crederci. Devi combattere, oggi, più che mai nel settore artistico, non è facile navigare. Vale comunque per ogni ambito.
Se vedo che uno mette davanti il lamento... i se, i ma, i forse, ecc., gli direi subito di lasciar perdere.
Il sogno è quella cosa alla quale pensi al mattino appena apri gli occhi e continui a pensarci tutto il giorno, fino a quando non vai a dormire.
Il sogno è quella cosa per la quale combatti, per la quale metti passione, cuore e amore. Molti mi hanno detto che si sono convinti di qualcosa che ho proposto per come l’ho raccontato, quando ancora era sulla carta. Perché guardandomi sprizzavo entusiasmo da tutte le parti. Ecco cosa intendo per “crederci”. Un’altra cosa che secondo me è fondamentale, bisogna circondarsi di persone positive e propositive.
Se nella prima parte della tua vita non avessi fatto il commercialista che altra professione avresti scelto?
Il medico.
Ah, me lo dici proprio così, secco? Questa è convinzione pura. Come mai?
Il medico è una professione che mi ha sempre affascinato, ma non il chirurgo, non mi entusiasma vedere il sangue. Quando in televisione davano Elisir, lo guardavo sempre e continuo a guardare trasmissioni sulla salute.
Ma... sono assolutamente contento delle scelte che ho fatto. Nessun rimpianto.
Voglio raccontarti una cosa. Sono andato all’università, facoltà di Economia e Commercio ma per tutta una serie di motivi, non mi sono laureato, pur mancandomi solo 7 esami. Dando un dispiacere a mia madre che ci teneva tantissimo.
Io però ho studiato e approfondito lo stesso, i fatti lo dimostrano. Nel corso degli anni mi sono assolto, ho capito che quello che ti definisce sono i fatti, non un pezzo di carta. Ho capito che se si ha la possibilità di studiare, è bene sfruttarla, arrivare alla laurea, prenderne anche due ed anche un Master, ma... i fatti sono la cosa più importante. Molti vedono la laurea o il master come un punto d’arrivo, io lo vedo come un punto di partenza. Ecco perché se una persona mi dice che non è riuscito a fare qualcosa perché non ha avuto la possibilità di studiare... gli ho già fatto la foto con tutto il book. É il signor Scusa Pronta.
C’è un qualcosa che avresti voluto fare e che invece non è andata in porto?
Si, ce l’ho, grazie della domanda, some direbbero i politici. Ride.
Avrei voluto imparare a suonare il piano. Quand’ero piccolo, nel locale foresteria delle Cantine Florio c’era un piano e a volte lo suonavo, aiutato dagli adesivi che attaccavi sui tasti. A 63 anni, 10 anni fa, ho comprato un pianoforte e per un certo periodo di tempo, tre volte la settimana, veniva a casa un maestro a darmi delle lezioni. È durata un anno e mezzo. Inizialmente davo la colpa al maestro che mi bacchettava pesantemente, nonostante io gli dicessi che non volevo diventare un concertista. In realtà non c’era la stoffa e lui, il pianoforte, è nella stanza dove lavoro e mi tiene compagnia.
Un altro sogno non realizzato?
Forse il parlare fluentemente l’inglese. Mi viene rabbia quando sento parlare in inglese qualcuno ed io rimando lì come un baccalà.
Ho preso lezioni con una ragazza madrelingua, ma è finita come per lo studio del pianoforte. Ride. Alla fine era lei che imparava l’italiano.

 - Gabriella Ruggieri & partners
Ricordi di persone a lui care, amici:

"Tutti possono iscriversi ad una scuola, frequentare dei corsi, laboratori ecc., ma non tutti potranno avere la fortuna di incontrare persone che ti insegnano ad affrontare i giorni, ecco, io sono uno di quei fortunati, che hanno incontrato una persona, capace di insegnare, un Maestro: Nino Chirco, “la vita è un bene perduto se non l’hai vissuta come avresti voluto” diceva sempre, oppure “per ogni cosa mettici; Cuore, Amore e Passione” e poi ancora “falla ridere la gente se non vuole ridere”.
Potrei raccontare dei giorni trascorsi in Sicilia, a Marsala, ricordi impressi nella mia mente tra le vie del Salento, per poi passare da Crema, Milano, Roma, fino ad oltreoceano, a Boston ecc., quanti giorni spesi bene, idee, sogni, aneddoti, un film tra le mani che inizia dicendo “Ascolta questa terra come respira… ascolta questo silenzio… fatti comandare dal mare e poi fatti portare dal vento… ascolta il rumore… unisci terra e mare, sembra un sogno, ma è solo la tua vita come quella di tante briciole che da terra, volano, girano, soffiano sul mare”.
Poi, un grande desiderio, quello di fare un film sulla sindrome di down, determinato e perseverante come sempre, il 28 maggio 2018 terminano le riprese dell’ultima scena del film, “Aggrappati A Me” diretto e scritto da Luca Arcidiacono dove interpreto un dottore. In questi giorni il film è stato selezionato dai migliori festival nazionali e internazionali, numerose interviste e premi, Nino da chissà dove o dietro l’angolo, sicuramente starà ridendo, felice del risultato ottenuto.
Per concludere una pillola dal set: "Poco prima della fine, nel silenzio del set ascoltavo le parole non dette, quel mio amico, rideva come sempre, mentre stavo su un piano mai visto prima, lui continuava a ridere, il silenzio era più rumoroso... sembrava tutto finito, ma un attimo dopo, Luca, una forte pacca sulla spalla, per poi ridere e infilarmi il camice da dottore"" 
Walter Nestola per 1blog4u
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"Ricorderò sempre Nino Chirco come un ragazzino entusiasta del grande Giocattolo che si era regalato: il Cinema. Era uno sempre pronto ad ogni nuova esperienza e trascinava con sé tutti quelli che gli stavano intorno. Difficilmente gli ho sentito pronunciare la parola "no", per lui tutto doveva essere possibile, tutto quello che avrebbe potuto realizzare un suo sogno. Uomo generoso e vitale che dava coraggio e fiducia a chi gli stava vicino. La sua improvvisa mancanza ha creato in quanti di noi avevamo avuto la fortuna di lavorare con lui, un vuoto profondo. Ci mancherà sempre quel sorriso sincero e quel pizzico di goliardia che lo caratterizzava. Ciao Nino e grazie." 
Guido Cerniglia per 1blog4u

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Ninuzzo era una persona per bene, con l’entusiasmo di un bimbo al parco giochi, un uomo buono che con la sua gioia e simpatia contagiava tutti quelli che hanno avuto la fortuna e il piacere grandissimo di conoscerlo. Io ho avuto l’onore di essere suo amico.
Ci siamo divertiti, abbiamo riso come matti e condiviso momenti meravigliosi.
È stato l’unico che sia riuscito a convincermi a cantare con la mia voce, senza imitare cantanti famosi come ho sempre fatto in tv o in teatro.
Era talmente “folle” che ha prodotto il mio primo (e credo anche unico) cd dal titolo “L’altro Me”. Un disco che ho dedicato a mio papà che purtroppo è volato in cielo quattro anni fa.
Sono grato a Ninuzzo perché mi ha trasmesso e insegnato tanto.
È stato per me come un fratello maggiore. E ancora oggi la sua splendida famiglia mi accoglie come se fossi uno di casa.
Nino c’è e ci sarà per sempre! Sono certo che in questo momento starà ridendo come solo lui sapeva fare. Grazie di cuore, Amico carissimo! Grazie di tutto, Ninuzzo mio! ❤️
Sergio Friscia per 1blog4u

 




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